salute
  • Prevenzione non solo rosa
    logo-san-vittore-olona-vivilanotizia
    Prevenzione non solo rosa

    San Vittore Olona (MI) –  A San Vittore Olona nell’ambito del mese rosa si parla di cancro alla mammella, di uomini e donne. L’incontro si intitola “prevenzione non solo rosa” per sensibilizzare sul fatto, poco noto, che questa forma di tumore colpisce anche gli uomini.
    Giovedì 11 ottobre alle ore 20.45, nella sala consiliare comunale di San Vittore Olona in Via Europa 23, si terrà un incontro sul tema della prevenzione del cancro alla mammella. La forma di tumore maligno più diffusa tra le donne, statisticamente un caso su tre. Molti però non sanno che, seppur molto più raramente, questo tipo di tumore colpisce anche gli uomini, soprattutto quelli tra i 60 ed i 70 anni. Da questo fatto nasce il titolo della serata che è appunto “prevenzione non solo rosa”.
    Il relatore sarà la dottoressa Biancamaria Di Marco, responsabile della UOC anatomia patologica e coordinatrice della breast unit (ovvero i centri di senologia multidisciplinare) dell’ospedale di Legnano. Saranno presenti il Sindaco Marilena Vercesi e l’Assessore ai Servizi Sociali Antonella Lattuada oltre ai medici del poliambulatorio di San Vittore Olona.
    L’Assessore ai Servizi Sociali Antonella Lattuada, sottolinea l’attenzione che da sempre l’Amministrazione Comunale pone su questo importante, dimostrandosi sempre attiva nel campo della prevenzione oncologica. L’ultima iniziativa dello scorso maggio e riguardava il melanoma. Questa volta, nell’ambito del “mese rosa” San Vittore Olona ha voluto affrontare il tema della “breast unit” per la prevenzione del tumore alla mammella. L’Amministrazione Comunale di San Vittore Olona ha voluto in questo modo sensibilizzare la cittadinanza su questa problematica che, pochi lo sanno, coinvolge anche gli uomini.
    L’incontro è ad accesso libero. Al termine sarà possibile porre delle domande alla relatrice ed ai medici di base intervenuti.
    Comunicato stampa
    La Redazione
    Pubblicato il 08/10/2018
    Continua a leggere

  • Un percorso per un cuore sano
    Un percorso per un cuore sano

    Castellanza (VA) – Mater Domini ha avviato un percorso per la salute del cuore.

    Come già risaputo da numerosi studi medici, ipertensione arteriosa, colesterolo alto, sovrappeso, fumo e diabete sono fattori di rischio all’insorgere di malattie del nostro organo più importante: il cuore. L’eliminazione dei fattori di rischio nella fascia di età compresa tra i 35-50 anni, previene in modo significativo l’insorgenza delle principali malattie cardiovascolari, come ictus e infarto miocardico, in età adulta.
    E’ proprio basandosi su questi studi che da alcuni mesi l’ospedale Humanitas Mater Domini di Castellanza ha aperto un ambulatorio di prevenzione cardiovascolare rivolto a tutti coloro che hanno una malattia che coinvolge l’apparato cardiocircolatorio o a chi ne è predisposto causa alcuni fattori a rischio.
    Il percorso che propone Mater Domini si svolge innanzitutto con una visita cardiologica durante la quale il cardiologo, che seguirà il paziente durante tutto il percorso, esegue un inquadramento generale prescrivendo esami ematici e strumentali per valutare l’eventuale presenza di danno al cuore.
    Il percorso di cura previsto ha una durata di circa 9 – 12 mesi, è personalizzato e prevede il coinvolgimento di alcuni specialisti che interverranno a seconda della necessità e degli obbiettivi che devono essere raggiunti. Al paziente verrà somministrato un questionario per la valutazione del suo stato di salute psicofisica che sarà poi ripetuto alla fine del percorso. Al paziente verrà poi consegnata una scheda con i risultati ottenuti e lo stato di salute del proprio cuore.
    A seconda delle necessità possono essere coinvolti un nutrizionista nei casi di sovrappeso, un diabetologo-endocrinologo per i pazienti diabetici o con intolleranza glucidica, uno psicologo per stabilire un corretto stile di vita, un medico dello sport che fornirà informazioni per una corretta attività fisica, uno pneumologo per i casi di insufficienza respiratoria cronica oltre a un percorso antifumo per tutti i pazienti fumatori che non riescono a smettere di fumare.
    Per maggiori informazioni prevenzione.cardiovascolare@materdomini.it
    Pubblicato il 19/07/2018
    Continua a leggere

  • Cosa sai del Vaccino HPV?
    Cosa sai del Vaccino HPV?

    L’HPV (papillomavirus umano) è un virus che provoca un’infezione molto frequente, che la maggior parte delle donne (80% circa) prende almeno una volta nella vita. Il vaccino protegge contro il cancro della cervice uterina, provocato nel 99% dei casi da alcuni ceppi di papillomavirus. Esistono più di 100 diversi tipi di papillomavirus: a seconda del tipo di malattie a cui possono dare origine, vengono definiti ad alto rischio o basso rischio (condilomi, verruche, cancro della cervice uterina). L’infezione da papillomavirus, trasmessa prevalentemente attraverso rapporti sessuali, spesso non provoca alcun sintomo. Auxologico Procaccini di Milano, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, mette a disposizione il vaccino anti-HPV 9-valente, un nuovo vaccino sicuro ed efficace contro nove tipi di papillomavirus umano.  Il dott. Alfredo Damiani, Responsabile del Servizio di Ginecologia dell’ Auxologico Procaccini, affronterà il tema del papillomavirus umano (HPV), rispondendo a semplici domande per capire come, quando e perché è importante effettuare adeguati screening di prevenzione e il vaccino anti-HPV.
    Ingresso gratuito, prenotazione consigliata.
    QUANDO Mercoledì 23 maggio 2018 ore 
    DOVE presso la sede di Auxologico Procaccini, (via Niccolini 39 angolo via Procaccini, Milano)
    PER INFORMAZIONI  02 61911.2628/2301 – pressoffice@auxologico.it 
    Pubblicato il 15/05/2018
    Continua a leggere

  • La Boutique della Cannabis
    La Boutique della Cannabis

    Novara diventa capitale della cannabis in Piemonte. Sabato 19 maggio 2018 aprirà Hemp Embassy in Corso Vercelli, 29/f Novara, il primo negozio italiano dedicato alla vendita di talee di cannabis. Piante ornamentali, infiorescenze, prodotti a base di CBD, un’ampia selezione di alimenti con spiccate proprietà benefiche, cosmesi di alta qualità, accessori per la coltivazione, concimi, e molto altro ancora: tutto rigorosamente dedicato alla cannabis.  All’interno dello store sarà presente anche un’area bar dove i visitatori potranno rilassarsi, provare e degustare alcune delle specialità in vendita. Questo nuovo format rappresenta un ulteriore passo in avanti orientato allo sviluppo di una rete di punti vendita a marchio Hemp Embassy sempre più innovativi. Su ogni confezione, una descrizione avverte la clientela che le piante “sono prive di effetti psicoattivi, essendo il Thc presente nei limiti imposti dalla legge”. Nello specifico, infatti, le piante devono essere utilizzate esclusivamente per scopi ornamentali quindi, per impedirne la fioritura, i titolari consigliano di mantenerle sotto una fonte di luce per almeno 18 ore al giorno. Greenery srl, società promotrice del progetto commerciale, dopo l’apertura dello store presente a Milano, in viale Tibaldi 3, si appresta così ad avviare la sua rete di collaboratori su tutto il territorio italiano. La boutique di Novara, che nel mese di maggio vedrà la nuova inaugurazione, sarà gestita dai soci Gianluca e Antonella. Hemp Embassy è il primo rivenditore italiano di talee altamente selezionate provenienti da coltivazioni biologiche certificate. Come spiegano i titolati: “Si tratta di uno spazio interamente dedicato alla cultura della canapa a 360 gradi, dove poter approfondire i benefici e i vantaggi che questa antica pianta può offrire. Non solo a scopo ricreativo, ma anche terapeutico, con l’obiettivo ultimo di creare iniziative per comunicarne i molteplici utilizzi possibili”
    Hemp Embassy – Novara Corso Vercelli 29/f info@hempembassy.it Facebook: Hemp Embassy Novara Instagram: @hempbmbassyitaly
    Comunicato stampa
    Pubblicato il 14/05/2018
    Continua a leggere

  • Lo Psicologo in Farmacia
    Lo Psicologo in Farmacia

    Varese L’iniziativa “Lo Psicologo in Farmacia”, già sperimentata con successo in numerose città italiane, Milano, Roma, Torino, Bologna, festeggia nella provincia di Varese il suo settimo anno grazie ai partner Federfarma Varese, ATS – Insubria, SLOP- Scuola Lombarda di Psicoterapia e alle farmacie che partecipano all’iniziativa. Il progetto “Lo Psicologo in Farmacia” si struttura in un servizio che si svolge all’interno degli spazi della farmacia, contesto facilmente accessibile e familiare e si rivolge ai cittadini maggiorenni che possono usufruire di una consulenza psicologica (non psicoterapeutica) gratuita, fornita da uno Psicologo il quale accoglierà e analizzerà la domanda portata dalle persone che esprimono un disagio psicologico e procederà  con il supporto, l’orientamento e le informazioni utili alla gestione della specifica richiesta. Il servizio è aperto per qualsiasi problematica che provochi sofferenza psicologica o semplicemente per ricevere un parere specifico su temi di interesse personale. Per appuntamento è sufficiente contattare una delle farmacie aderenti, mentre per informazioni generali sull’iniziativa è possibile contattare la coordinatrice del progetto dott.ssa Silvia Zocchi all’indirizzo email: silvia_zocchi@slop.it
    Cerca le Farmacie aderenti al progetto “Lo psicologo in Farmacia”
    Pubblicato il 17/04/2018
    Continua a leggere

  • Come prevenire l’Alzheimer
    Come prevenire l'Alzheimer

    Salute – Un rimedio naturale per prevenire l’Alzheimer e migliorare memoria e attenzione è la pianta di Bacopa Monnieri, una pianta originaria dell’India dove viene utilizzata da più di 3000 anni. Deve il proprio nome a Brahman che significa coscienza pura per il suo potere di placare la mente e favorire la meditazione. Questa pianta è da tempo utilizzata per migliorare le funzioni cognitive come la memoria, la capacità di attenzione, i riflessi mentali oltre che per aumentare la resistenza fisica. A scopo terapeutico si utilizza tutta la pianta essiccata, le foglie e i gambi. L’effetto della pianta è direttamente sull’aspetto cognitivo e sulla parte del cervello sede della memoria. Diversi studi fatti su alcuni volontari anziani che hanno assunto Bacopa Monnieri, hanno dimostrato ogni giorno un miglioramento dell’attenzione e dell’elaborazione verbale. Un regolare consumo, dopo aver consultato il proprio medico, quindi potrebbe essere un ottimo rimedio preventivo per le malattie mentali nell’anziano come per esempio il morbo di Alzheimer e la demenza senile.
    La Redazione
    Pubblicato il 17/04/2018
    Continua a leggere

  • Idrosadenite supporativa
    Idrosadenite supporativa

    Novara venerdì 16 Marzo 2018 la Campagna nazionale informativa e di sensibilizzazione sull’idrosadenite suppurativa (HS), dal titolo Che nome dai alle tue cisti?,farà tappa all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara con visite dermatologiche gratuite su prenotazione. Per prenotare è necessario telefonare al numero 392 8077216 dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 17,00.
    Cos’è? L’idrosadenite supporativa (HS) è una malattia cronica non contagiosa e molto dolorosa che colpisce circa l’1% della popolazione mondiale. Si manifesta con la formazione di cisti e lesioni dolorose nelle aree inguinale, ascellare, perianale, dei glutei e sotto il seno e, meno frequentemente, sul cuoio capelluto, collo, schiena, viso e addome. Le lesioni sono recidivanti e sono costituite da noduli infiammati, raccolte ascessuali, e tragitti fistolosi che esitano in cicatrici permanenti. L’idrosadenite supporativa (HS) può colpire in modo differente in forma lieve o in forma grave. In forma lieve si presenta con piccoli noduli o foruncoli mentre nei casi più gravi si possono creare delle fistole con secrezione di pus e altro materiale organico maleodorante che rende davvero invalidante la qualità di vita dei pazienti. Pur potendosi manifestare a qualsiasi età l’idrosadenite supporativa (HS)  si sviluppa normalmente negli adulti con esordio intorno ai 20 anni di età e la possibilità di sviluppare la patologia è maggiore per le donne rispetto agli uomini. Alcuni studi hanno dimostrato una componente ereditaria: circa un terzo delle persone affette da idrosadenite suppurativa (HS) ha membri familiari con la stessa diagnosi.
    E’ inoltre dimostrata la correlazione tra idrosadenite suppurativa (HS) e obesità e abitudine al fumo.
    Per maggiori informazioni www.chenomedaialletuecisti.it
    La Redazione
    Pubblicato il 13/03/2018
    Continua a leggere

  • Lotta al cancro in 5 Punti
    Lotta al cancro in 5 Punti

    Salute- Cosa sta cambiando nella lotta al cancro? Quali le terapie del futuro? L’immunoterapia potrà sconfiggere il cancro? Come monitorare le cure? Che posto occupa la genetica? Tutti questi argomenti sono stati affrontanti al più importante convegno mondiale dedicato all’oncologia, ASCO di Chicago, che ha visto la presenza di oltre 30 mila studiosi oncologici. Ed ecco il risultato delle 5 cose da sapere su come sarà la lotta al cancro nei prossimi anni.
    1 Immunoterapia vuol dire pilotare il sistema immunitario affinchè riconosca e distrugga il tumore è già oggi una realtà di cura affiancata alla chirurgia, chemioterapia e radioterapia.
    2 Arrivare nelle parti più profonde del tumore affinchè i linfociti attivati dall’immunoterapia possano svolgere il loro lavoro
    3 La biospia liquida per il monitoraggio delle terapie attraverso prelievi di sangue.
    4 Cure per mutazione in base alle caratteristiche genetiche del tumore.
    5 L’uso dei big-data per la scelta della terapia. L’oncologo avrà sempre più dati contenenti le caratteristiche genetiche dei tumori, che potrà consultare per la scelta della terapia migliore.
    Fonte: www.fondazioneveronesi.it/magazine
    Pubblicato il 02/03/2018
    Continua a leggere

  • Humanitas ti offre la colazione
    Humanitas ti offre la colazione

    Busto Arsizio (Va) Per tutto il mese marzo 2018 i centri prelievo Humanitas di Busto Arsizio  e Lainate (Mi) offriranno la colazione alle persone che eseguiranno prelievi, esami del sangue, tamponi, paptest, HPV Test. Una brioche e un caffè o cappuccio in omaggio.
    Per Busto Arsizio per la colazione ci si potrà recare al bar Bacco e Tabacco aperto dalle ore 7.00 alle 19.00 in via Alberto da Giussano, 15 vicinissimo al Centro Prelievi.
    Per Lainate invece la colazione sarà offerta in loco oppure nella Pasticceria San Francesco, via San Francesco, 14 aperta da martedì a sabato dalle ore 7.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.30, la domenica dalle ore 7.30 alle ore 12.30
    Attenzione per la colazione è necessario presentare il tagliando che sarà consegnato durante l’accettazione, prima dell’esecuzione dell’esame.
    I Centri Prelievi sono convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale e puoi risparmiare tempo con il servizio Referti on line. Per il prelievo, puoi recarti direttamente ai Centri con l’impegnativa del medico, senza prenotazione oppure puoi scegliere giorno ed ora del prelievo, prenotando il servizio ed eseguendolo privatamente (anche convenzionato con i principali fondi assicurativi).
    Indirizzi:
    Humanitas Medical Care Busto Arisizio (Va)
    Via Alberto da Giussano, 9 – 21052 Busto Arsizio
    Giorni e orari apertuta: da lunedì a sabato dalle 7.00 alle 10.30
    Centro Prelievi Lainate (Mi)
    Via Lamarmora, 5 – 20020 Lainate
    Giorni e orari apertura: da lunedì a sabato dalle 7.00 alle 10.30
    Comunicato Stampa
    Pubblicato il 02/03/2018
    Continua a leggere

  • I 10 sintomi dello stress
    I 10 sintomi dello stress

    Lo stress indica un insieme di reazioni funzionali dell’organismo indotte dal sistema nervoso autonomo in risposta all’esposizione a una serie di fattori di diversa natura. Lo stress può avere un valore positivo, quando ci aiuta a restare motivati, ma ha anche un effetto negativo quando gli effetti che scatena ci sopraffanno. Il nostro comportamento varia e si verificano i seguenti sintomi:
    1 diventiamo irritabili
    2 troppo autocritici
    3 con bassa autostima
    4 con agitazione continua
    5 siamo ipereccitati
    6 molto tristi
    7 il nostro umore è flesso
    8 abbiamo difficoltà a concentrarsi
    9 non riusciamo a prendere sonno
    10 ci sembra di avere attacchi di panico , fino alla depressione.
    Lo stress comporta inoltre mal di testa, problemi di digestione, aumento della pressione sanguigna e tachicardia. Imparare a controllare lo stress significa migliorare il nostro benessere e la nostra qualità di vita. Fra gli strumenti che abbiamo a disposizione c’è l’attività fisica costante e meglio se svolta in gruppo, capace di normalizzare le funzioni del nostro sistema centrale autonomo, alterate dallo stress,  quali ad esempio l’aumento dei battiti cardiaci e i disturbi del sonno, creando uno stato di benessere generale che aumenta anche la nostra autostima e la fiducia in noi stessi . E allora perchè non fare una bella camminata!
    La Redazione
    Tratto da Humanitas Salute Prof. ssa Daniela Lucini
    Pubblicato il 15/02/2018
    Continua a leggere

  • Salute e Prevenzione
    Salute e Prevenzione

    Pioltello (Mi) Ogni mese gli specialisti dell’Istituto Auxologico Italiano di Pioltello saranno a disposizione per programmi di sensibilizzazione alla prevenzione della nostra salute.
    Sabato 24 febbraio 2018 alle ore 10.00 si parlerà di diabete e dei nostri stili di vita per capire, prevenire e curare.
    DOVE
    Sala Consiliare del Comune di Pioltello, Via Carlo Cattaneo, 1 – Pioltello.
    Ingresso gratuito, iscrizione consigliata
    Mercoledì 28 Febbraio alle ore 18.00 si parlerà del tanto diffuso mal di schiena e delle molte forme di lombalgia e sciatica
    DOVE
    presso la sede di Auxologico Procaccini, via Niccolini 39 angolo via Procaccini,Milano.
    Ingresso gratuito iscrizione consigliata.
    PER INFORMAZIONI
    02 61911.2628/2301 – pressoffice@auxologico.it
    Comunicato stampa
    Pubblicato il 13/02/2018
     
    Continua a leggere

  • Come stare seduti comodamente
    Come stare seduti comodamente

    Come stare seduti comodamente Probabilmente tutti noi almeno una volta nel corso della vita abbiamo sentito pronunciare la frase “siediti diritto e composto!“. La logica di fondo del suggerimento è corretta, ma bisogna comprendere che cosa significhi realmente “restare seduto” in modo “diritto” poiché, come si vedrà,  ci sono differenti modalità esecutive che caratterizzano tale gesto.
    Quotidianamente, spesso, si rimane seduti per un discreto periodo di tempo (per lavoro, per studio, durante i pasti, sul divano, sui mezzi di trasporto, ecc) e la chiave per  migliorare il benessere individuale nel mantenimento di questa posizione è quella di focalizzarsi sulla qualità esecutiva del movimento.
    Vi sono numerose possibilità di “stare seduti “e le configurazioni più comuni sono la posizione detta “neutra”, quella in “ipercifosi” oppure a “dominanza toracica” (più rara delle precedenti).
    Tutte queste soluzioni prevedono di allineare le masse corporee perché, quando si sta seduti senza il sostegno dello schienale la linea di gravità risulta essere più arretrata, quindi i vari segmenti devono adattarsi al fine ritrovare un equilibrio.
    La stazione seduta definita “neutra” prevede il mantenimento delle curve fisiologiche della colonna vertebrale attraverso un appoggio sugli ischi, con il bacino in leggera anteroversione (si forma la naturale lordosi lombare), conservando l’ orizzontalità dello sguardo: tale postura è quella corretta poiché si rimane diritti ma rilassati.
    In questa posizione, per una ripartizione omogenea del peso corporeo, l’ altezza della sedia dovrebbe essere pari alla lunghezza della gamba propriamente detta, con i segmenti “piede-gamba” e “gamba-coscia” che rispettano un angolo di circa 90°; in tal modo il peso rimane sostenuto dalle ossa ischiatiche venendo armonicamente distribuito anche a livello di coscia e piedi, però senza coinvolgimenti muscolari eccessivi.
    La stazione seduta in “ipercifosi”, invece, prevede un atteggiamento in flessione della colonna vertebrale (tipo la lettera “C”), ove il bacino è in retroversione, la curva a livello lombare in inversione (perdita della fisiologica lordosi), con un appoggio prevalente sulla zona glutea e coccigea.  
    Sebbene tale posizione sia abbastanza comune, è scorretta, in quanto l’ accentuazione delle curve determina l’ aumento della pressione discale del rachide portando, talvolta, a possibili accumuli di tensioni muscolari a livello cervicale o lombare.
    Infine, vi è la modalità (anch’ essa non corretta) a “dominanza toracica”. È molto simile a quella “neutra”, ma con delle differenze sostanziali quali: l’ esagerazione nel mantenimento della curva lombare (iperlordosi), il bacino in marcata anteroversione, il torace prominente verso l’ avanti-alto con quasi l’ annullamento della cifosi dorsale. Tale condizione può essere mantenuta solo grazie ad un coinvolgimento importante della muscolatura per stabilizzare i segmenti.
    Le evidenze scientifiche confermano che durante la stazione seduta, paragonata alla stazione eretta, vi è un carico compressivo più marcato a livello lombare e tra tutte le modalità, quella in ipercifosi porta ad un aumento maggiore della pressione discale del rachide (Huang et al. 2016).
    Castanharo et al. (2014) hanno osservato come il carico lombare nella posizione fisiologica corretta sia minore rispetto a quello a dominanza “toracica” (31.2±3.9Nm Vs. 43.8±5.8Nm).
    Un ulteriore studio condotto da O’ Sullivan et al. ha evidenziato che il 78% di persone affette da lombalgia cronica (non specifica) la postura da seduti maggiormente adottata è quella in ipercifosi, però con una percezione non positiva della stessa. Al contrario il 54% dei soggetti sceglievano spontaneamente una posizione “neutra” percependola come corretta (O’ Sullivan et al. 2013).
    Dunque, se la stazione seduta è corretta più facilmente vengono rispettati gli angoli a livello toraco-lombare in modo del tutto similare alla stazione eretta (Claus et al. 2016).
    A chi può essere utile restare seduto in modo corretto?
    I benefici si estendono indistintamente a tutte le persone le quali per lavoro, studio Continua a leggere

  • Postura e Movimento
    Postura e Movimento

    Con il termine “postura” spesso si intende una posizione laboriosa e statica del corpo mantenuta nel tempo secondo canoni predefiniti; a dire il vero questo concetto di staticità non coincide realmente con lo scopo essenziale per il quale il nostro organismo è stato creato, ovvero il movimento.
     
    Da qui deriva un concetto di “postura” un po’ più ampio: è il risultato dinamico di componenti attive e passive, in relazione alla gravità, in un sistema globale di segmenti (Bouisset & do 2008).
     
    L’importanza di possedere una postura corretta non è soltanto utile a coloro che soffrono dei più svariati dolori causati da eccessive tensioni muscolari, ma risulta essere di basilare importanza anche per un soggetto sportivo: se l’atleta possiede un buon assetto corporeo riesce ad ottimizzare meglio il funzionamento muscolare migliorando la performance, eseguendo i gesti in modo molto più preciso, economico, con minor probabilità di incorrere in infortuni.
     
    Al contrario, una scarsa stabilità posturale sarà caratterizzata da un’enorme disordine interno delle catene muscolo-fasciali (tensione eccessiva e di reclutamento delle fibre muscolari, di inibizione di determinati gruppi muscolari, di alterazione del corretto timing d’ attivazione): la prestazione diminuirà in quanto vi saranno dei continui compensi che condizioneranno l’esecuzione fine di un determinato gesto.
     
    Ma come avviene l’apprendimento di un movimento? Attraverso una ripetizione variegata di esso.
     
    La tendenza alla ripetizione meccanica è un processo che fa parte della nostra vita. Ciascuno di noi si sarà accorto che spesso tende a ripetere gli stessi errori, a conservare le stesse abitudini, anche quando esse si rivelano poco funzionali o addirittura portano a dolore.
     
    Per apprendere un movimento serve ripeterlo, la sua ripetizione crea un’abitudine e le abitudini si consolidano nel tempo.
     
    Modificare una vecchia abitudine (ovvero cercare di cambiare l’esecuzione di un determinato movimento) significa apprendere una modalità differente di utilizzare il proprio corpo: in parole semplici aumentare la sua “variabilità”.
     
    Attraverso il leggero cambiamento, vengono aumentate le potenzialità di adattamento alle nuove situazioni.  
     
    Un’abilità appresa con una sufficiente variabilità di condizioni permette di soddisfare le richieste di ambientali ed i compiti che continuamente si modificano.
     
    Fino a qualche tempo fa la variazione durante l’esecuzione di un gesto considerata come un qualcosa di negativo, un errore da non commettere: in realtà sempre più studi sostengono che la capacità di adattarsi alle situazioni è un aspetto positivo e necessario per il corpo (Latash 2012).
     
    Possedere un elevata possibilità di cambiamento viene chiamata “variabilità coordinativa” ed essa è un aspetto vitale anche per limitare gli infortuni da micro-traumi ripetuti.
     
    Man mano che la variabilità di movimento si riduce, diminuirà nel tempo l’ampiezza del gesto fino ad arrivare ad una soglia ove il rischio d’ infortunio è considerevole (Lipsitz et al. 2002).
     
    Una strategia motoria poco varia porta alla ripetizione di informazioni a livello sensoriale che enfatizzano (laddove presente) la percezione del dolore (Stergiou & Decker 2011).
     
    Come detto, gli approcci tradizionali all’esercizio fisico suggeriscono la ripetizione costante di un gesto, ma tale ripetizione stereotipata rinforza le abitudini pre-esistenti. E se queste sono errate, probabilmente verranno consolidate in modo scorretto.
     
    Per migliorare la variabilità di un gesto è necessario portare l’attenzione ai singoli passaggi che hanno creato l’abitudine.
     
    Occorre affinare la sensibilità e l’ascolto delle sensazioni corporee relative e le differenze che accadono durante l’esecuzione del movimento: aumentare l’auto-consapevolezza attraverso un’ esplorazione sensoriale cosciente del proprio corpo.
     
    Prendiamo ad esempio il gesto del camminare.
     
    Il cammino (o la corsa) sono il risultato dell’integrazione funzionale dell’ unità passeggero (testa, tronco e braccia) con l’ unità locomotrice (arti inferiori) (Perry 1992).
     
    Per ottimizzare la qualità di questo movimento potrebbe essere d’ aiuto enfatizzare la consapevolezza dei vari segmenti aumentando la loro “variabilità coordinativa”.
     
    Si potrebbe: i) portare l’attenzione Continua a leggere

  • Parkinson: 7 segnali d’allarme
    Parkinson: 7 segnali d'allarme

    Il Parkinson è una malattia che influenza la capacità di muoversi ed avere il pieno controllo del proprio corpo, ma spesso si manifesta in sordina. Esistono però dei piccoli segnali di avvertimento.
    Quali sono i campanelli d’allarme da non sottovalutare?
    1. Perdita di espressività. Il viso fatica a tradurre le emozioni in espressioni.
    2. Modifica nel tono della voce. Le parole si confondono, il tono della voce diventa debole e privo di intensità verbale.
    3. Perdita dell’olfatto e successiva perdita del gusto
    4. Difficoltà a controllare i movimenti delle braccia. Le braccia faticano ad oscillare mentre si cammina
    5. Indifferenza emotiva. La personalità si modifica, la voglia di socializzare si azzera e sopraggiungono episodi di depressione
    6. Mutamento della sudorazione che può aumentare senza alcuna ragione apparente. Anche il viso può diventare eccessivamente oleoso e seborroico.
    7. Stipsi ostinata causata dalla carenza di dopamina. Il morbo di Parkinson si presenta a seguito della progressiva degenerazione delle cellule nervose del cervello, responsabili della produzione della dopamina, il neurotrasmettitore che regola numerose funzioni dell’organismo, tra cui anche la funzionalità dei visceri.
    Il dott. Michele Perini neurologo di Humanitas Mater Domini di Castellanza (Va) e responsabile dell’Ambulatorio di Malattie Neurodegenerative sostiene l’importanza di valutare in maniera corretta quei campanelli d’allarme, non sempre collegati al movimento, che possono preannunciare il morbo di Parkinson.
    Il tipico tremore collegato al morbo di Parkinson, dunque, non è il solo e unico segnale da tenere in considerazione.
    Per informazioni Istituto Clinico Humanitas Mater Domini Casa di Cura Privata S.p.A. – Via Gerenzano, 2 – 21053 Castellanza (Varese)
    Tel. 0331 476210 (Centro Unico Prenotazioni)
    Fax 0331 476204 – Email: cup.online@materdomini.it
    Fonte: newsletter materdomini
    La Redazione
    Pubblicato il 20/11/2017
    Continua a leggere

  • Piante amiche delle Donne
    Piante amiche delle Donne

    Due rimedi naturali per ristabilire l’equilibrio ormonale durante la menopausa, regolarizzare il ciclo mestruale e donare forza e salute al corpo delle donne.
    Si chiama Shatavari ed è una pianta tipica dell’India, anche se la si può trovare con facilità in Africa, Australia e Cina. Nonostante il suo nome appaia molto poetico, non è altro che una varietà di asparago leggermente differente da quella  che siamo abituati a vedere nelle nostre campagne. Le radici di questo asparago (Asparagus Recemosus) sono un eccellente rimedio per mantenere in perfetta salute il sistema riproduttivo e ormonale. E’ un ottimo aiuto per le donne che si stanno avvicinando alla menopausa e anche per quelle che soffrono di irregolarità mestruali. Nei paesi orientali è una delle cure di routine per le donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico. Ma non solo, questa pianta migliora la fertilità della donna riequilibrando i tempi di ovulazione. Inoltre possiede anche la virtù di aumentare il desiderio sessuale femminile. Anche per le neo mamme è un ottimo aiuto per la produzione di latte materno. Ma i suoi benefici non finiscono qui, secondo la Medicina Ayurvedica, Shatavari è un ringiovanente naturale che dona forza e vigore al corpo della donna aiutandola a mantenere un aspetto fresco e giovanile e soprattutto un ottimo stato di salute generale.

    La dioscorea  viene chiamata anche amica delle donne, perchè contiene fitoestrogeni ossia molecole simili agli ormoni femminili che sembrano utili nel contrastare i tipici sintomi della menopausa. In particolare è molto utile per smaltire i chili di troppo, in particolare se dovuti a edemi o ritenzione idrica oltre che facilitare tutto il processo digestivo. Si sta parlano di una pianta di origine messicana, ma diffusa in tutta l’America latina, di cui a scopo fitoterapico si utilizzano soprattutto le radici, sotto forma di grossi tuberi simili a patate. La dioscorea contiene due sostanze, simili agli ormoni umani femminili , in grado di rallentare il processo di invecchiamento cerebrale e allevviando le donne dai tipici sintomi della menopausa come accumulo di grasso, vampate di calore, osteoporosi, caduta e diradamento dei capelli, ansia, palpitazioni, disturbi del sonno.  La dioscorea è però anche amica della donne in età fertile che abbiano problemi legati al ciclo mestruale. Assumere estratti di questa pianta può ridurre i sintomi della sindrome premestruale, soprattutto la ritenzione idrica e la tendenza all’accumulo lipidico e sembra essere anche una buona alternativa alle terapie ormonali tradizionali per quelle donne che soffrono della sindrome dell’ovaio policistico. Assumere la dioscorea sotto forma di integratore alimentare può essere utile anche per alleviare i sintomi di alcuni comuni disturbi intestinali come la diverticolite, il meteorismo e la sindrome del colon irritabile. Ma non è finita qui, questa pianta sembra utile anche a contrastare il colesterolo alto, riducendo i livelli di colesterolo cattivo LDL e aumentando quello buono HDL. Dal momento che questa pianta contiene, anche se naturali, degli estrogeni, è sempre bene seguire il consiglio di recarsi dal proprio medico nel caso si assumano già terapie ormonali o ci si trovi in condizioni particolari come la gravidanza e l’allattamento.  
    La Redazione
    Pubblicato il 25/09/2017
    Continua a leggere

  • Pink is Good Running Team
    Pink is Good Running Team

    Anche nel 2017 torna il Pink is Good Running Team! Correre è una delle armi più efficaci, in chiave preventiva, per la salute. Ma lo sport, e dunque la corsa, rappresentano un’arma a disposizione anche di quelle persone che sono state colpite da un tumore. Già psicologicamente, correre permette di dimostrare, a se stessi e al mondo, che il tumore non ha vinto. Che la vita è sempre lì, più preziosa di prima.
    Sul piano fisico, poi, a quanto si evince da diverse ricerche, una pratica sportiva adeguata aiuta chi è già stato curato per un tumore a ridurre il rischio di ricadute.
    Il passaggio dalla teoria alla pratica risiede nella scelta – compiuta per il quarto anno consecutivo – della Fondazione Veronesi di reclutare 25 donne operate da inserire nel “Pink is Good Running Team”.
    Le nuove runners si stanno allenando dai primi di marzo a Milano con due coach professionisti con una cadenza bisettimanale. Nella loro mente un solo obiettivo: i 42 chilometri della New York City Marathon del prossimo 5 novembre. Sostegno alla ricerca e sensibilizzazione contro i tumori femminili sono gli scopi dell’iniziativa, che porta le donne che hanno vissuto l’esperienza del cancro a impegnarsi in prima persona per sostenere il messaggio che da quattro anni «Pink is Good» lancia con forza: il tumore non ferma chi ce l’ha, men che meno se la paziente veste in rosa. Con le splendide magliette di quel colore “ottimista”. Scopri chi sono le componenti del Running  Team
    La Redazione
    Pubblicato il 12/09/2017
    Continua a leggere

  • Cani e vacanze
    Cani e vacanze

    CANI E VACANZE: è meglio lasciarli a casa o portarli con noi? Ecco alcuni consigli pratici!
    Non è il caso di essere esperti cinofili per capire quanto poco possa interessare ai cani di andare in vacanza! Fortunatamente, loro non hanno trascorso un duro anno di lavoro e quindi non conoscono la necessità di doversi rilassare. A dire il vero nella nostra società moderna esistono sempre più cani stressati, ma non per gli impegni di lavoro, bensì per ciò che devono subire ogni giorno a causa delle stupide ambizioni dei loro padroni con i quali, che lo vogliano o no, tocca loro convivere. Se quindi dovessero mai desiderare un periodo di vacanza, credo che molti cani sceglierebbero un luogo il più lontano possibile da chi li ha adottati e dove gli fosse possibile ritornare a vivere da animali. Generalmente un cane sta molto meglio a casa, piuttosto che seguire il suo padrone in una delle tante mete di villeggiatura. Se poi ha la grande  fortuna di essere stato adottato da un proprietario “VERO AMANTE DI ANIMALI” (ma non solo a parole!), il quale gli consente di godere della compagnia di un altro cane di sesso opposto, non c’è luogo dove lui possa sentirsi meglio se non nel suo territorio abituale. In quel luogo lui ha tutto: un compagno con il quale poter sperare di riprodurre la specie (principale scopo della sua vita), il cibo, i suoi odori, le sue abitudini, le sue certezze  ed ogni altro elemento importante per la sua esistenza. Per qualunque cane, anche il più socializzato, doversi allontanare dal suo territorio e quindi cambiare abitudini, è sempre motivo di stress poiché agisce sul suo naturale istinto si sopravvivenza. Per chi ha quindi il buon cuore di far vivere i cani in coppia nel giardino di casa, nessun posto sarà migliore di quello per lasciarli quando andrà in vacanza, ovviamente è necessaria una persona che si prenda cura di loro. Purtroppo però di proprietari con un “buon cuore” non ne esistono molti (anche se non si direbbe), questo perché una coppia di cani è più impegnativa di uno solo, sporca e rovina maggiormente il giardino o l’appartamento, costa di più mantenerla e altro ancora, quindi si fa finta di nulla (il famoso “buon viso e cattivo gioco”). Si prende tutto ciò che il cane offre (compagnia, conforto, salute, etc..) e, visto che la Legge lo consente, ci si allinea senza troppi ripensamenti ai milioni di persone che interpretano l’amore per gli animali come fa comodo a loro, anche se in modo poco realistico e assolutamente lontano dal reale benessere dell’animale. Certamente non tutti possiedono una casa con giardino dove risulta più facile lasciare il cane (meglio se in coppia) durante i periodi di assenza, oggi molti vivono in un appartamento di città e, pur non disponendo della location giusta per crescere un animale, hanno incautamente adottato un cane, sposando volentieri l’ormai consolidata versione che lui “capisca tutto” ( e gli “manchi solo la parola”!) tanto da essere trattato alla pari di un figlio, o addirittura quella di considerarlo un amico o un compagno di vita mai trovato diversamente. In realtà però, il cane non è altro che un animale come gli altri, con la differenza che noi (e non lui) abbiamo deciso di adottarlo e tenerlo alle nostre dipendenze, per questo dovremmo almeno fare di tutto per rispettare al massimo i suoi istinti naturali. Se è quindi vero che una persona con un minimo di umanità non abbandonerebbe mai un cane, è altrettanto vero che non è sufficiente decidere di portarlo in ferie con la famiglia per sentirsi degli eroi. E’ invece Continua a leggere

  • L’allenamento dell’addome
    L'allenamento dell'addome

    ADDOMINALI, RESPIRAZIONE & LOMBALGIA… L’allenamento della muscolatura addominale, negli ultimi anni, ha guadagnato sempre più popolarità sia tra i professionisti dell’esercizio fisico che fra i terapisti della riabilitazione. Osservando la letteratura internazionale emerge che stimolare i muscoli che promuovono la compattezza del centro del corpo (in inglese “core-stability”) è un elemento essenziale anche con persone che soffrono di lombalgia [1]. Il mal di schiena è una condizione debilitante abbastanza comune: secondo dati scientifici vi è una probabilità di sviluppare dolore lombare cronico tra il 5% e il 10% dei casi, il quale comporta costi di gestione e trattamento consistenti [2]. Le origini dello sviluppo dell’algia lombare sono multifattoriali ed una delle cause potrebbe essere una disfunzione a livello di controllo motorio della muscolatura addominale e paravertebrale [3]. Il respiro è un elemento essenziale per la vita, ma è altrettanto importante in ottica posturale [4]. In presenza di una respirazione non corretta, la non perfetta coordinazione diaframmatica (muscolo motore della respirazione), può influenzare l’intero assetto posturale [5]; posizioni scorrette diventate abitudinarie nel tempo possono portare a dolore ed inefficienza fisica. Numerose ricerche, infatti, hanno indagato il rapporto tra mal di schiena e funzionalità del diaframma, notando proprio un maggior affaticamento dello stesso in caso di lombalgia [6,7]. Più in generale, i muscoli addominali si possono suddividere tra profondi e superficiali: lo strato profondo ha una vocazione prettamente di contenimento della massa viscerale e di stabilizzazione del bacino con il tronco, mentre quelli superficiali hanno una funzione di movimento, in particolare di flessione e torsione della colonna vertebrale. Ad oggi, la tendenza, è quella di privilegiare l’allenamento degli addominali superficiali svolti attraverso il classico crunch e le sue varianti. Tali esercizi, però, possono anche avere delle controindicazioni. Non sono molto consigliati per chi soffre di una qualsiasi forma di lombalgia o di deviazioni della colonna vertebrale (come eccesso di lordosi o cifosi) in quanto comportano un aumento della compressione a livello vertebrale [8]. Inoltre, la contrazione della parete addominale spinge verso il basso gli organi interni, quindi non sono adatti nemmeno per chi ha ernie ombelicali o inguinali. Per di più, ciascun gruppo muscolare dev’essere allenato nella posizione di maggiore utilizzo e non attraverso posture non comuni [9]; stare con il dorso curvo, come succede durante l’ esercizio del crunch, è una posizione che difficilmente si riscontra nella vita quotidiana. Si deve puntare, dunque, su esercizi che prevedono il corpo disteso, in tensione (per sviluppare compattezza al centro del corpo) con una respirazione mirata, lenta, di tipo diaframmatico [10]. Anche gli esercizi di core stability chiamati “plank” (in tenuta isometrica) sono altrettanto efficaci e sicuri, a patto però di eseguirli nella maniera corretta: la colonna non deve mai inarcarsi e non va assolutamente trattenuto il respiro nella gabbia toracica alta, elemento pericoloso per chi soffre di pressione elevata: l’ ottimale sarebbe, appunto, eseguire una respirazione diaframmatica durante tutto l’ esercizio stesso senza fasi apnea. In caso di dolore lombare, quindi, può essere utile un approccio più ampio del problema: dapprima è necessaria un’ attenta analisi posturale e funzionale, in seguito un allenamento mirato di “core stability” dei muscoli respiratori per migliorare la capacità di usare il proprio corpo in maniera corretta ed infine un’ accorta educazione posturale per prendere coscienza delle posizioni più consone nei movimenti quotidiani.
    Dott. Luca Cavaggioni
    PhD Sport Science Docente universitario
    Dottore magistrale in Scienze dello Sport (Università degli studi di Milano), Dottorato di Ricerca in Scienza dello Sport (Università degli studi di Milano), Chinesiologo, specializzato in tecniche di rieducazione posturale globale, respirazione e movimento. Certificazione Continua a leggere

  • Incontro sulla Fibromialgia
    Incontro sulla Fibromialgia

    “IPSE” Istituto Psicologico Europeo di Somma Lombardo e “Rosse Brume” Gruppo Artistico Culturale, promuovono una serata sulla “Fibromialgia”.
    Di Fibromialgia ne soffrono tra i 3 e i 4 milioni di persone in Italia e circa 14 milioni in Europa. Colpisce prevalentemente le donne prima dei 50 anni. Ha un forte impatto sulla qualità della vita, con difficoltà nelle attività quotidiane e nel lavoro, alterazioni nella partecipazione familiare e sociale.
    Il problema principale della sindrome fibromialgica, è che non si conosce ancora abbastanza bene nel nostro Paese e quindi il rischio è che essa degeneri senza essere immediatamente individuata e curata.
    L’ incontro promosso da IPSE e Rosse Brume, aspira a far conoscere questa malattia e i trattamenti terapeutici mirati a contrastarne i sintomi.
    L’appuntamento si avvale anche del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Somma Lombardo (Va)  e avrà una rilevanza medico-scientifica di notevole interesse per il pubblico il quale avrà modo di conoscere la malattia e le corrette strategie terapeutiche che offrono gli specialisti del Centro Medico IPSE.
    Il pubblico potrà fruire di due parti distinte ma correlate tra loro.
    La prima parte “Sto provando a dipingere il dolore” presenta un monologo teatrale scritto ed interpretato da Maicol Trotta, attore teatrale e cinematografico, da qualche anno impegnato anche con la compagnia “I Legnanesi” al suo debutto come autore.
    La seconda parte prevede una “Tavola rotonda” a cura di IPSE per la quale interverranno: Dott.ssa Paola Calligara – Medico Psicoterapeuta, referente del servizio ambulatoriale di trattamento psicologico integrato alla fibromialgia; Dott. Marco Cazzola – Medico Reumatologo e fisiatra, Vicepresidente AISF Onlus; Dott. Gabriele Tonetti – Medico Fisiatra; Monica Portatadino – scrittrice.
    La serata presentata da Sofia Mariotti, presidente dell’associazione culturale Rosse Brume, vedrà la partecipazione di Sergio Caniati, musicista e la collaborazione delle pittrici Milena Garnili Morelli e Sara Croci per le immagini.
    L’appuntamento è per Sabato 27 maggio 2017 alle ore 21,00, presso la Sala Giovanni Paolo II, Via Marconi Somma Lombardo. Ingresso libero.
    Comunicato stampa Rosse Brume
    La Redazione
    Pubblicato il 20/05/2017
    Continua a leggere

  • Tisana medicina naturale
    Tisana medicina naturale

    Tisana, la fiera del benessere olistico, della medicina naturale e del vivere etico, nata nella Svizzera italiana nel 1997, arriva a Malpensa Fiere il 25-26-27 Novembre 2016, portando un mondo di salute, benessere, armonia, bellezza e spiritualità nel cuore del più importante bacino economico italiano. Un quartiere fieristico progettato ponendo molta attenzione all’interazione degli spazi con l’uomo e con l’ambiente. Grazie a Tisana, i migliori rappresentanti ed esponenti del settore (dalla medicina e cosmesi naturale all’arredamento e abbigliamento green, dall’alimentazione biologica, vegetariana e vegana alle diverse pratiche olistiche) hanno un importante occasione di visibilità in un territorio ricco di risorse e con una lunga tradizione di successi imprenditoriali. Attraverso le 9 aree espositive (alimentazione sana, armonia, bimbi sani, benessere, casa e ambiente, luoghi del benessere, salute e medicina naturale, scienze di confine, sport in salute, vivere etico) anche a Malpensa Fiere si compie un viaggio alla scoperta degli ultimi ritrovati in fatto di medicina e cosmesi naturale, alimentazione sana, filosofie alternative, tecniche più all’avanguardia per prendersi cura di corpo e spirito e vivere in armonia con la natura. Tutti temi che sono approfonditi in “Percorsi di Consapevolezza”, il completo programma di conferenze e seminari che vedono susseguirsi sul palco i maggiori esperti internazionali del settore, tra cui medici, omeopati, fisioterapisti, naturopati, nutrizionisti, psicologi, psicoterapeuti, docenti universitari e istruttori di discipline olistiche.
    Cuore di Tisana a Malpensa Fiere è il Centro Olistico: la grande area appartata e raccolta dedicata alle pratiche olistiche di fisioterapisti, massaggiatori, terapisti complementari, medici. All’interno del Centro Olistico si trova anche la sala Experience dove si potranno sperimentare le più diverse attività. I visitatori si possono concedere il piacere di una pura esperienza di benessere grazie alla presenza di operatori olistici capaci di rendere memorabile la visita a Tisana  . I visitatori potranno provare i più diversi trattamenti in un ambiente intimo e rilassante e, grazie alla collaborazione degli operatori, scoprire la storia, le tecniche e i benefici dei trattamenti offerti.
    La Redazione
    Pubblicato il 15/11/2016
     
    Continua a leggere

  • La bevanda d’oro
    La bevanda d'oro

    LA BEVANDA D’ORO CERCATA DA TUTTI. Il golden milk, diventato di moda anche tra la popolazione occidentale è nato in India e deve il suo nome all’intenso colore dorato che assume il latte mescolato con la curcuma. La curcuma, già usata da molti anni dalla medicina ayurvedica,  è infatti una spezia dalle numerosissime virtù, efficace contro tantissimi disturbi. Per preparare questa bevanda salutare e dal sapore gradevole occorre prima formare la pasta di curcuma con 40 gr di curcuma in polvere, mezza tazza di acqua minerale naturale, 1/2 cucchiaino di pepe nero macinato. Fare bollire gli ingredienti in un pentolino a fiamma media mescolando di continuo fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Far raffreddare la crema di curcuma ottenuta, versarla in un vasetto di vetro e conservarla in frigorifero. Si mantiene fino a 40 giorni.
    Una volta ottenuta la crema di curcuma si può preparare il golden milk facendo scaldare in un pentolino una tazza di latte vegetale con circa mezzo cucchiaino di crema di curcuma e un cucchiaino di olio di mandorle dolci alimentare oppure olio extravergine d’oliva. Senza arrivare alla bollitura togliere dal fuoco e versarlo in una tazza con l’aggiunta di un po’ di miele.
    I benefici di questa bevanda sono numerosi: anti-infiammatorio; antiossidante, potenzia il sistema immunitario;allevia i problemi respiratori, dovuti alle infezioni batteriche e virali, e riduce le possibilità di ammalarsi di tosse ed influenza;aiuta a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e a prevenire molti disturbi cardiovascolari;mantiene attivo il metabolismo contribuendo al mantenimento del peso corporeo;favorisce il benessere intestinale, disintossicando il fegato e stimolando la digestione intestinale;regola la pressione sanguigna;antidolorifico, indicato soprattutto per chi soffre di dolori articolari e muscolari;cura il mal di schiena, lubrificando la colonna vertebrale e riducendo le infiammazioni e migliora l’elasticità delle articolazioni;dona sollievo in caso di dolori mestruali; agendo come antispasmodico naturale, riduce psoriasi ed altre malattie della pelle; in caso di mal di gola e raffreddore. Insomma l’aspetto è invitante, il gusto è gradevole, non resta che assaggiare la bevanda d’oro!
    Per approfondire tuttoinsalute.it
    La Redazione
    Pubblicato il 14/11/2016
    Continua a leggere

  • Fatti vedere
    Fatti vedere

    Giovedì 13 Ottobre 2016 GIORNATA MONDIALE DELLA VISTA. In occasione della Giornata Mondiale della Vista, che si celebra ogni anno il secondo giovedì di Ottobre, la IAPB Italia onlus promuove iniziative gratuite in un centinaio di città italiane. Quest’anno la giornata è dedicata alla retinopatia diabetica, che già colpisce oltre un milione d’italiani: è una delle principali complicanze del diabete, i cui danni sono però spesso evitabili. Una visita oculistica con accurato esame del fondo oculare permette di evidenziare i segni di una retinopatia. Per effettuare l’esame vengono utilizzati dei colliri che dilatano la pupilla (midriatici). Quindi l’oculista stabilisce se è necessario ricorrere a esami strumentali aggiuntivi. I dati a disposizione fanno ritenere che una diagnosi tempestiva e trattamenti appropriati ridurrebbero del 50-70% i casi di grave compromissione visiva a causa del diabete. Tuttavia, rimane ancora troppo elevato il numero di pazienti colpiti dalle complicanze più gravi della retinopatia diabetica.
    La Redazione
    Pubblicato il 12/10/2016
    Continua a leggere

  • Real Bodies
    Real Bodies

    DAL 1° OTTOBRE 2016 A MILANO SPAZIO VENTURA XV, LAMBRATE. Real Bodies è un affascinante viaggio attraverso la nostra principale, straordinaria ricchezza: il corpo umano. Real Bodies è una mostra nuova mai vista prima, in esclusiva e progettata solo per Milano.
    Vi sono oltre 350 tra organi e corpi umani interi in esposizione. Si possono trovare organi colpiti da gravi malattie. Molto interessante è la sezione relativa alla riproduzione umana dove è garantito un grande impatto emozionale. L’area più educativa è la galleria degli atleti dove sono esposti 12 corpi interi in posizioni anatomiche sportive e immortalati in gesti tecnici di sport come calcio, basket, salto in lungo, danza e scherma per valorizzare il nostro complesso muscolare e scheletrico.‎

    Alessandro Cecchi Paone spiega la grande anteprima mondiale di  REAL BODIES
    La Redazione
    Pubblicato il 09/10/2016
    Continua a leggere

  • Reumatismi? No grazie!
    Reumatismi? No grazie!

    Martedì 18 ottobre prossimo si svolgerà nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria, in via Ravasi, 2 a Varese un incontro dal titolo Medicina Reumatismi? No, grazie!
    L’incontro fortemente voluto da ALOMAR (Associazione Lombarda Malati Reumatici)  è aperto alla cittadinanza e tenuto dal Dott. Marco Broggini, medico chirurgo, specialista in Reumatologia e Vicepresidente dell’Associazione e dalla Sig.ra Gabriela Rusconi Presidente di ALOMAR Varese.
    La Redazione
    Pubblicato il 09/10/2016
    Continua a leggere

  • Ricarica il tuo cuore
    Ricarica il tuo cuore

    La Giornata Mondiale per il Cuore-GMC si celebra in Italia e nel mondo il 29 settembre 2016. E’ una occasione importante per far sentire la nostra voce! Tutti i cittadini possono partecipare attivamente alla più grande battaglia contro le malattie cardiovascolari. Anche l’Italia aderisce all’invito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che con l’obiettivo “25 by 25” invita tutti i Paesi a mettere in atto alleanze e le migliori strategie per ridurre, entro il 2025, il 25% dei decessi prematuri causati dalle malattie croniche non trasmissibili come le malattie del cuore, dei vasi e il diabete.La prevenzione, la cura della malattie cardiovascolari e la salute del cuore e dei vasi rimangono ancora una volta al centro dei programmi sanitari sia a livello mondiale che nazionale poiché, purtroppo, queste patologie sono ancora la prima causa di morte.Per queste patologie si tratta di un obiettivo ambizioso ma possibile, soprattutto se pensiamo ad interventi che coinvolgano non solo la prevenzione primaria ma anche la prevenzione secondaria.
    La Redazione
    Pubblicato il 22/09/2016
    Continua a leggere

  • Per una bocca sana
    Per una bocca sana

    L’ACQUA OSSIGENATA: un vero toccasana per la nostra bocca.Le infezioni delle gengive e del cavo orale possono essere un vero fastidio, anche difficile da risolvere. Allora perchè non provare a usare un rimedio veloce e poco costoso?
    L’acqua ossigenata è uno dei prodotti più efficaci per risciacquare la bocca, economico e ancora poco conosciuto. È l’ideale per la pulizia orale, ma non deve assolutamente essere ingerito perché può causare irritazioni interne. Uccide i germi del cavo orale, rimuove sensibilmente la placca dai denti e rimuove gradualmente il tartaro, in questo caso è consigliato inumidire lo spazzolino con alcune gocce di acqua ossigenata ed usarlo normalmente per pulire i denti ricordandosi di sciacquare alla fine e non ingerire. Facendo degli sciacqui, diminuisce anche il sanguinamento e schiarisce i denti. Oltre a pulire e disinfettare la bocca, è l’ideale per trattare infiammazioni delle gengive e infezioni alla gola: in questi casi la si può usare pura direttamente sull’infiammazione o mischiarla con dell’acqua al 50% e fare dei gargarismi per qualche secondo, facendo attenzione a non ingerire la soluzione.
    La redazione
    Pubblicato il 19/09/2016
    Continua a leggere

  • Cammina che ti passa
    Cammina che ti passa

    L’attività quotidiana anche se breve è un toccasana. E questo è merito delle endorfine che rilasciano una diffusa sensazione di benessere. Bisogna solo vincere la pigrizia e … via, ogni  giorno praticare l’attività motoria più facile e semplice che conosciamo: camminare. Bastano 10000 passi al giorno percorribili in media in un’ora per sentirsi in forma.
    Camminare fa tanto bene al cuore, al sistema cardiovascolare e previene l’ipertensione. Aiuta a stimolare l’organismo a produrre nuovo collagene osseo. I muscoli si fortificano e il nostro scheletro è meglio sostenuto, prevenendo così dolori alla schiena. Favorisce il benessere psichico e migliora le capacità cognitive.
    Di seguito alcune App utili per scaricare il contapassi che aiuterà a migliorare le camminate.
    La Redazione
    Pubblicato il 25/07/2016
    Continua a leggere

  • La nota Vitamina B2
    La nota Vitamina B2

    LA RIBOFLAVINA, PIU’ NOTA COME VITAMINA B2. Tagli, screpolature agli angoli della bocca, irritazione alle mucose, possono dipendere da carenza di riboflavina, la vitamina B2. La vitamina B2 interviene in tutti i processi che riguardano il metabolismo energetico delle cellule. E’ necessaria per il buon funzionamento della pelle, delle unghie e per avere i capelli sani. Interviene nella regolazione della vista e ne garantisce la protezione. In molti casi, infatti, svolge un ruolo determinante nella prevenzione e nel trattamento della cataratta. Aiuta il nostro corpo ad assorbire correttamente e più velocemente il ferro e la vitamina B6. Il nostro organismo la utilizza per la produzione dei globuli rossi, degli anticorpi, per la respirazione cellulare e per i processi di crescita. Il suo ruolo fondamentale è quello di aiutare le cellule del nostro corpo a creare energia attraverso il metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei grassi. La vitamina B2 interviene nel rafforzamento del sistema immunitario, potenziando gli anticorpi, che proteggono soprattutto contro le infezioni. Oltre a proteggere il sistema nervoso, aiuta a mantenere lo stato di salute della pelle e viene spesso utilizzata per prevenire e curare alcune malattie che interessano la cute, come la dermatite, l’acne e l’eczema. La sua carenza può provocare nei bambini un arresto della crescita. I sintomi tipici della carenza di riboflavina sono rappresentati dall’anemia sideropenica, dall’inappetenza, dalla debolezza muscolare, da problemi di tachicardia e da disturbi della vista, fra i quali anche la congiuntivite. Altri problemi, in caso di carenza, possono riguardare la pelle e le mucose, in particolare la screpolature agli angoli della bocca e il prurito, soprattutto al naso, alle orecchie e al cuoio capelluto. Inoltre in alcuni soggetti si manifestano bruciore agli occhi ed eccessiva sensibilità alla luce. La vitamina B2 è presente nel latte e nei suoi derivati, soprattutto nei formaggi e nello yogurt. Si trova anche nelle uova, nel lievito di birra, nel fegato e nelle interiora di manzo, nel pollo, nelle mandorle e nei vegetali a foglie verdi. Il nostro organismo non la immagazzina, per cui deve essere assunta giornalmente attraverso le fonti alimentari.
    La Redazione
    Pubblicato il 13/07/2016
    Continua a leggere

  • Eating emozionale
    Eating emozionale

    EATING EMOZIONALE. La “fame nervosa” è il termine comune per indicare ciò che gli studiosi del comportamento alimentare definiscono eating emozionale, cioè la situazione vissuta da quei soggetti che mescolano le emozioni con l’assunzione di cibo e usano il cibo per far fronte alle emozioni che ogni giorno incontrano, per cui l’assunzione di cibo diviene un comportamento di tipo compensatorio per far fronte alle emozioni. Gli studiosi ritengono che questo comportamento si strutturi nell’infanzia, in relazione ad un atteggiamento erroneo della madre che offre il cibo quando il pianto del bambino non è correlato alla fame. In questo modo il bambino associa l’assunzione di cibo con stati emotivi, non distinguendo correttamente lo stimolo della fame. Questo atteggiamento si ripropone in età adulta ossia in stati di tensione, ansia, depressione, solitudine, forte stress e rabbia eccessiva, si avverte la necessità di assumere cibo, senza una valutazione reale dello stimolo della fame. Il legame tra alimentazione ed emozioni è ormai dimostrato, anche se questo non significa che l’eating emozionale dipenda necessariamente da severi problemi psicologici o da conflitti interiori; infatti anche le emozioni legate alle normali attività di vita quotidiana possono essere uno stimolo per l’assunzione smodata di cibo, talvolta anche in modo compulsivo. Presi da ritmi di vita ai quali non si riesce a tener testa, capita spesso di essere divorati da improvvisi attacchi di fame che portano ad ingurgitare qualsiasi alimento in modo irrefrenabile con conseguente aumento di peso. Quando ci si trova nella situazione di dover perdere peso, si dovrebbe imparare a distinguere la fame nervosa da quella biologica.  Per riuscire a capire la differenza può essere utile individuare se si può assimilare il proprio comportamento alimentare con gli stili di eating emozionale indicati, registrando, accanto al cibo introdotto quotidianamente, gli stati emotivi e le sensazioni fisiche associate in quel momento all’ingestione.  E’ così possibile distinguere la reale sensazione di fame da quella voglia di cibo stimolata da sensazioni diverse, ma non da un appetito biologico. Qualche trucchetto per smettere di mangiare potrebbe essere lavarsi i denti, oppure se si ha appena mangiato qualcosa di dolce potrebbe essere utile ingerire una fetta di limone. Per contrastare la voglia di cibi salati potrebbe essere utile una caramella alla menta.
    E’ utile associare alla dieta un’attività fisica continuativa, che, oltre a migliorare il tono dell’umore, e perciò a ridurre l’eating emozionale, contribuisce anche a ridurre la fame biologica.
    La Redazione
    Pubblicato il 20/06/2016
    Continua a leggere

  • Salvia per il cavo orale
    Salvia per il cavo orale

    SALVIA: un’ottima soluzione per la salute del cavo orale. La salvia non è solo una pianta aromatica usata in cucina per il suo inconfondibile sapore, ma è anche una pianta officinalis meglio Salvia officinalis, ricca di proprietà terapeutiche capace di risolvere o alleviare numerosi disturbi tra cui problemi al cavo orale. Ad esempio per mantenere l’alito fresco e i denti bianchi, ma anche per disinfettare le gengive si possono strofinare direttamente le foglie fresche della pianta. Le gengiviti, stomatiti e afte si curano invece con 40 gocce di tintura madre in poca acqua  facendo dei gargarismi alla mattina e alla sera. Per le affezioni alla gola sono molto indicati i decotti,
    preparati bollendo in una tazza d’acqua  5 g. di fiori di salvia. Danno invece ottimi risultati, per fluidificare il catarro e alleviare il raffreddore, i suffumigi con qualche goccia di olio essenziale. La tintura madre, in quantità di circa 20 gocce per 3 volte al giorno diluite in poca acqua, si presta bene per riequilibrare il ciclo mestruale, la sudorazione e le vampate di calore.
    La Redazione
    Pubblicato il 18/06/2016
     
    Continua a leggere

  • Combattere il colesterolo
    Combattere il colesterolo

    COMBATTERE IL COLESTEROLO A TAVOLA. L’orzo è conosciuto ed apprezzato dall’uomo da oltre novemila anni. Coltivato probabilmente già prima del grano, era noto sia in Cina che nell’area mesopotamica. Nell’antichità, l’importanza dell’orzo come cereale era almeno pari a quella del frumento, soprattutto in Mesopotamia ed Egitto, dove era il cereale più economico e quindi più facilmente disponibile per le classi più povere.
    Nel Medio Evo l’orzo venne di nuovo coltivato nelle zone in cui non poteva essere coltivato il frumento e nelle zone in cui veniva tradizionalmente consumata la birra. Nel Nord Europa, il pane d’orzo era l’alimento base dei poveri, contrapponendosi al pane di frumento consumato dalle classi ricche.
    Ancora nel 1800 l’orzo era uno dei cereali più coltivati nell’Europa centro-settentrionale. L’Italia oggi è uno dei paesi con la maggior produzione di orzo. L’orzo in grani viene usato per la preparazione di zuppe, insalate, orzotti e ridotto in farina si presta bene ad essere mescolato con altre farine per la preparazione di prodotti da forno. E’ poi un’ ottima alternativa al caffè risultando una bevanda non eccitante, ma utile come tonificante e digestivo.
    L’orzo è per il 70% circa costituito da carboidrati e apporta un discreto quantitativo di minerali, tra cui fosforo, magnesio e potassio; contiene, inoltre, vitamine del complesso B e vitamina E.
    E’ utile per la salute dell’apparato gastrointestinale, della gola, ma principalmente per la salute cardiovascolare in quanto contribuisce a ridurre l’assorbimento di colesterolo Contiene infatti  beta-glucani, fibre vegetali solubili, che aiutano a mantenere normali le concentrazioni di colesterolo nel sangue. Questa fibra è particolarmente potente nel ridurre il colesterolo “cattivo”, LDL, mentre lascia indisturbato il colesterolo buono HDL.
    La Redazione
    Pubblicato il 14/06/2016
    Continua a leggere

  • Una vecchia cura
    Una vecchia cura

    UNA VECCHIA CURA PER RISOLVERE PROBLEMI ATTUALI. Il Salice è un albero che cresce spontaneamente nelle campagne dei Paesi con climi temperati e relativamente umidi, soprattutto lungo i corsi d’acqua e sulle rive dei laghi. La corteccia di salice è stata utilizzata in medicina dagli antichi medici greci ed egiziani per secoli. Nel 1829  gli scienziati hanno scoperto il suo principio attivo la salicina, che ha effetti sulla salute simili a quelli dell’ acido acetilsalicilico.
    Studi e ricerche identificano la corteccia di salice come anti-infiammatorio, antipiretico, antisettico, anti-ossidante, analgesico e stimolante del sistema immunitario. E’stata utilizzata nel trattamento di diverse condizioni come mal di testa, mal di denti, mal di schiena, artrosi, sindrome premestruale, crampi mestruali, dolori muscolari e tensioni, disturbi cardiovascolari, tagli, ferite, ustioni, raffreddori, influenza, febbre e disturbi reumatici e infiammatori, cioè borsite, artrite, dolore articolare, sindrome del tunnel carpale e tendinite.
    Per uso esterno, la salicina  è usata in creme e lozioni, per il trattamento di molte patologie dermatologiche: acne, forfora, psoriasi, dermatiti seborroiche, duroni, calli e verruche comuni.
    Per uso interno preparare un decotto con :1 cucchiaio raso salice corteccia,1 tazza d’acqua. Versare la corteccia sminuzzata nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo. Da bere tre volte al giorno.
    Per le controindicazioni è bene specificare che la salicina, o acido salicilico, possiede un’azione antiaggregante piastrinica, per cui il salice non deve essere assunto da persone che effettuano terapie anticoagulanti; deve essere assunto con cautela da chi è allergico ai salicilati e, per prudenza, non è consigliabile l’utilizzo per i bambini, durante la gravidanza e l’allattamento. E’ quindi sempre meglio consultare il proprio medico prima di decidere l’assunzione della corteccia di salice.
    La Redazione
    Pubblicato il 07/06/2016
    Continua a leggere

  • Cura alle vene varicose
    Cura alle vene varicose

    UN SOLLIEVO NATURALE ALLE VENE VARICOSE. L’amamelide, arbusto originario del Canada, è un ottimo coadiuvante nei problemi di vascolopatie  come flebiti, varici, fragilità capillare, emorroidi, insufficienza della circolazione, poiché svolge  le funzioni di vaso costrittore, protettivo venoso e fluidificante ematico. E’ di  aiuto anche in caso di crampi e formicolii.  I principi contenuti nell’amamelide infatti favoriscono l’elasticità delle vene e agiscono nella cura dei disturbi dell’irrorazione arteriosa, dando così anche un miglioramento a quella fastidiosa sensazione di stanchezza delle gambe, che si accusa maggiormente con l’arrivo del caldo. Una tisana che potrebbe essere d’aiuto al miglioramento delle vene varicose è composta da 40 grammi di radici di Rusco, 20 grammi di Amamelide e 40 grammi di Achillea millefoglie. Far bollire per circa 7 minuti in un litro d’acqua 30 grammi di miscela, che si può acquistare in erboristeria, filtrare e bere una tazza di decotto tre volte al giorno.
    La Redazione
    Pubblicato il 30/05/2016
    Continua a leggere

  • Rimedio fai da te
    Rimedio fai da te

    La maggior parte delle creme anticellulite contengono caffeina, che è famosa per le sue proprietà toniche. Quando viene applicata esternamente sulla pelle aumenta il flusso sanguigno, elimina il liquido nelle cellule della pelle e riduce il grasso, migliorando così l’aspetto a buccia d’arancia tipico di chi è afflitto da questo fastidioso  problema. Allora volendo utilizzare un rimedio casalingo e naturale  è possibile recuperare i fondi di caffè e unirli ad una qualsiasi crema idratante. Si possono utilizzare in alternativa olio di oliva o miele. L’impasto così ottenuto simile a un fango va applicato sulle zone da trattare e lasciato in posa coperto da una pellicola per circa 15 minuti e poi sciacquato con acqua tiepida ripetendo l’operazione 2 volte a settimana.
    La Redazione
    Pubblicato il 23/05/2016
    Continua a leggere

MOSTRA TUTTI GLI ARTICOLI

    I commenti sono chiusi