Borgo rurale del Castellazzo

Borgo rurale del Castellazzo

Bollate (MI) Domenica 10 giugno 2018 un’intera giornata sarà dedicata al Borgo rurale del  Castellazzo, che tornerà a vivere attraverso gli antichi mestieri, i giochi di un tempo, le bancarelle, le rievocazioni storiche.

Per tutta la giornata rievocazione degli antichi mestieri del Borgo: lavorazione del baco da seta, antichi lavori sartoriali, esposizione di attrezzi agricoli, antiche ricette. Attività a cura della Parrocchia di San Guglielmo,

 

Associazione Vivere Castellazzo e Compagnia De Cristoforis.

Alle ore 11.00 Caccia al tesoro del Castellazzo Una passeggiata intorno alla Villa dei Nobili per scoprire la storia e la bellezza del Castellazzo. Giochi e indovinelli vi racconteranno di un tempo lontano, riportandovi poi nel presente. Visita gioco per Famiglie con bambini 6-10 anni

Prenotazione obbligatoria: segreteria@villaarconati.it

 

Attività gratuita

dalle 15.00Visite guidate al Castellazzo.  Nel Borgo di Castellazzo, alla Cappella della Madonna della Fametta e alla Chiesa di San Guglielmo; percorsi guidati in bicicleta sui siti dell’ex-fabbrica Sutter&Thévenot    

 

Attività gratuita

dalle 12.00Picnic nella Corte del Cedro di Villa Arconati-FAR Un picnic per vivere insieme l’atmosfera del Borgo nella Corte del Cedro, da sempre luogo di congiunzione tra la parte rustica e la parte nobile del Castellazzo. Cestino acquistabile in loco a cura del Caffè della villa

 

dalle 12.00 alle 21.00Villa Arconati-FAR apertura al pubblico. Apertura di Villa Arconati-FAR: visita al piano terra e al giardino monumentale (ingresso € 5,00) e possibilità di visite guidate del piano nobile (ingresso + visita guidata € 8,00).

 

All’interno della Sala Museo per tutta la giornata rievocazione storica della Sanità militare dall’epoca napoleonica ai giorni nostri a cura della Compagnia de Cristoforis.

 

Questa è una delle tante occasioni che Fondazione Augusto Rancilio offre al pubblico per promuovere il grande valore culturale e naturalistico del Castellazzo. Fondazione Augusto Rancilio ha, infatti, preso in carico da dicembre 2017 il grandioso progetto di valorizzazione di tutta la parte rurale del Castellazzo, che comprende circa 200 ettari di terreno, alcune delle strutture agricole del borgo quali i 4mila metri quadrati dei cosiddetti “fienili” e i 3 laghetti posti all’esterno delle mura del giardino di Villa Arconati-FAR.

Il Castellazzo è un ambiente unico nel suo genere, con una storia secolare che affonda le radici nel Medioevo, quando fu edificata la “Villafranca di Castellazzo”, una fortificazione posta sulla strada di congiunzione tra Milano e Varese, e che nel corso dei secoli è sopravvissuta, trasformandosi in una enorme corte lombarda: un universo autosufficiente e produttivo, che non solo rispondeva alle necessità della parte nobile, la villa degli Arconati, ma riusciva a soddisfare i bisogni della popolazione contadina e degli artigiani che vi abitavano. Un microcosmo autosufficiente che nel 1895 contava al proprio interno ben 600 abitanti.

L’accelerazione modernista del nuovo millennio non ha certamente giovato all’universo rurale del Castellazzo, che oggi più che mai ha la necessità di trovare una nuova identità che ne permetta la sopravvivenza in un’ottica contemporanea, senza però snaturarne l’identità.

Questo progetto, certamente delicato ed ambizioso, può essere sviluppato solo con il coinvolgimento di tutte le realtà che da sempre dimostrano attaccamento e affetto per un luogo così amato da tanti.

La scelta di questa data non è a caso, ma ricorda un evento doloroso , ma di grande valore storico e cioè l’esplosione della fabbrica Sutter&Thévenot avvenuta cent’anni fa il 7 giugno 1918. Alle 15.30 una terribile esplosione nel reparto spedizioni, dove si conservavano le bombe a mano, distrusse la fabbrica Sutter&Thévenot al Castellazzo di Bollate. Nell’esplosione persero la vita 59 lavoratori, dei quali 7 erano uomini e ben 52 erano donne tra i 16 e i 30 anni.

Il Castellazzo all’epoca era di proprietà di una donna, la Contessa Luisa Sormani Busca, alla quale il Governo italiano due anni prima aveva confiscato 700 pertiche di terreno per la costruzione di una fabbrica di munizioni all’avanguardia. Nell’ottica della propaganda bellica nel 1917 fu inviato alla fabbrica il celebre fotografo Luca Comerio per testimoniare l’innovazione e la produttività dell’impianto, nel quale erano impiegati 1500 operai. Le foto di Comerio rimangono ancora oggi la più viva testimonianza delle condizioni di lavoro delle giovani donne che lavoravano alla Sutter&Thévenot.

Le esequie delle vittime si tennero il 9 giugno alle ore 15.00 alla presenza dell’Arcivescovo, il Generale Sardegna e il Cavalier Sutter. Tale fu la partecipazione – più di diecimila persone presero parte al corteo funebre – che la cerimonia fu officiata sul piazzale della piccola chiesa di San Guglielmo, troppo piccola anche solo per contenere le 24 casse dove erano stati raccolti i resti delle vittime. La proprietà del Castellazzo, forse in polemica con quanto accaduto, non prese parte ai funerali.

Questa vicenda, rimasta dimenticata per quasi cento anni, è tornata alla luce solo nel 2010 grazie a Padre Egidio Zoia, il parroco di Castellazzo, il quale – in occasione dei lavori di restauro della Cappella della Madonna della Fametta – situata di fronte al cimitero di Castellazzo, ha ritrovato casualmente il pannello commemorativo realizzato in occasione delle esequie. Da questo ritrovamento sono iniziate delle ricerche, prima fra tutte la lettura del Liber Chronicon della parrocchia, che hanno portato nuova luce su questa terribile vicenda, che merita di essere oggi ricordata anche per la sua attualità. A cento anni di distanza dalla tragedia il Comune di Bollate, in collaborazione con Fondazione Augusto Rancilio, la Parrocchia di San Guglielmo, le ACLI, il Parco delle Groane, oltre ad un nutrito gruppo di Associazioni del Territorio e numerosi volontari, organizza una serie di iniziative per diffondere la conoscenza di questo importante episodio storico. (Opuscolo rievocazione con programma delle iniziative)

Oltre alla visita al Borgo prevista per la domenica, giovedì 7 giugno  alle ore 19.00 verrà inaugurato il murales dell’artista Ale Senso sulla cabina elettrica, che ad oggi è l’unico elemento architettonico sopravvissuto al luogo della tragedia. Un segno per ricordare ciò che successe, perchè nessuno più dimentichi.

In galleria foto storiche di Luca Comerio

Comunicato stampa

Pubblicato il 30/0/2018

 

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